Bmw, sfida elettriche e ibride

Rilancio della casa tedesca dopo un bilancio 2016 record: riconquista del segmento lusso. La gamma rinnovata con 40 novità e restyling entro il 2018

22/03/2017 13:00
Bmw, sfida elettriche e ibride

«I migliori risultati di sempre», così ieri ha definito i conti 2016 l'amministratore delegato della Bmw Harald Krueger. Una base solida per annunciare per quest'anno «la più grande offensiva della storia di Bmw», con «oltre 40» i nuovi modelli o oggetto di restyling che usciranno dalle officine del gigante tedesco che comprende anche Rolls-Royce e Mini entro la fine del 2018, mentre è stato presentato come «strategico» l'investimento massiccio sul segmento delle auto elettriche, ibride e a guida autonoma.
I numeri sono presto detti: fatturato di 94 miliardi di euro (+2,2%), un utile netto cresciuto dell'8% al livello record di 6,9 miliardi e un volume di vendite di oltre 2,3 milioni di veicoli (+5,3%). Un fatturato, quello del gigante automobilistico tedesco, che rispetto al 2005 si è più che raddoppiato.

Già nell'anno passato, rispetto al 2015, il numero delle vetture elettriche uscite dalle officine Bmw è raddoppiato a 62 mila unità. Alla fine di quest'anno, la casa tedesca prevede di venderne 100 mila, tra elettriche e ibride. Entro il 2025, l'obiettivo è che l'auto elettrica rappresenti il 15-25% delle vendite totali: anzi, entro quella data non ci saranno più automobili con motori esclusivamente termici. Come ha spiegato sempre Krueger, «il mix dei sistemi di propulsione sarà deciso dai nostri clienti, in base alle due forti tendenze finora emerse: la forte crescita della domanda per la mobilità elettrica nel prossimo decennio e le norme sempre più rigide in alcuni mercati».

D'altra parte, come precisa Ian Robertson, membro del cda con responsabilità delle vendita e del marketing nel gruppo, «avremo sempre macchine con il volante e il pedale del gas. Perché il piacere della guida rimarrà anche nel futuro, quello che cambia è che si potrà scegliere come guidare a seconda dei momenti contingenti e delle esigenze».

La fascia di mercato cruciale è quella lusso e il cosiddetto «segmento premium», la cui leadership il gruppo di Monaco intende riconquistare, ai danni di Mercedes, prevedendo di ottenere notevoli risultati entro il 2020 per esempio dalla Bmw 7 Serie 7 e X7, così come fra i modelli nuovi e «aggiornati» spicca il Lexus Suv X7. «Ora abbiamo una base di circa 30 milioni di clienti, la nostra ambizione è di arrivare entro il 2025 a 100 milioni», ha aggiunto Krueger. Ovviamente ci sono anche le inquietudini globali ancora in attesa di risposte. Una di queste riguarda la Cina, dove si sta discutendo della possibile introduzione di un tetto dell'8% per le macchine elettrificate, che per Bmw rappresenterebbe un freno piuttosto drastico: «Ci attendiamo chiarezza nelle prossime settimane». L'altro fronte aperto riguarda il vento «protezionistico» in arrivo dagli Usa dopo l'elezione di Donald Trump. Krueger ha accompagnato la cancelliera Angela Merkel al vertice a Washington lo scorso venerdì. «Ebbene, negli Usa c'è il nostro stabilimento con il volume di produzione più grande. Lì abbiamo investito finora 8 miliardi di dollari, e con il 70% dei veicoli lì prodotti siamo il più grande esportatore d'auto degli Stati Uniti. Dove, direttamente e indirettamente, occupiamo 70 mila persone». Un messaggio chiaro, già recapitato al nuovo inquilino della Casa Bianca.


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