L'arredamento si dà all'online

Netcomm: l'e-commerce quest'anno supererà i 23 mld di euro crescendo del 19%. E il cibo presto sarà la fetta maggiore delle vendite su Internet

di Irene Greguoli Venini

10/03/2017 15:00
L'arredamento si dà all'online

Continua la crescita dell'e-commerce in Italia, con un giro d'affari nel 2016 di quasi 20 miliardi di euro (+18%). La previsione per quest'anno è di un +19% per circa 23 miliardi e mezzo di euro, con un aumento dell'arredamento e home living (+48%), del food & grocery (+30%) e dell'editoria (+16%).

Il fenomeno dei dispositivi mobili avanza, ma la fascia su cui puntare è quella di consumatori che usano tutti gli strumenti, quindi sia pc, sia tablet, sia smartphone, perché comprano di più.

Secondo l'analisi del Consorzio Netcomm (basata sui dati della School of Management del Politecnico di Milano), nel 2016 il turismo è il settore con un peso maggiore (del 44% per oltre 8,5 miliardi di euro) ma è in calo, mentre crescono l'informatica e l'abbigliamento. «La novità vera è l'aumento dell'arredamento e del food & grocery», spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm. «Quella dell'alimentare è una tendenza importante, visto che si prevede che nell'arco di 10 anni a livello mondiale diventi la fetta più grossa dell'e-commerce. D'altro canto l'Italia è diventata un laboratorio interessante del mangiare alternativo, con il diffondersi di fenomeni come la consegna a domicilio del cibo ordinato online, sia da ristoranti sia pronto per essere cucinato e così via; c'è però un ritardo per quanto riguarda l'e-grocery, anche se quasi tutti gli operatori della grande distribuzione organizzata stanno sviluppando progetti di e-commerce. Per quanto riguarda la moda, è il primo settore in cui si è creato un concetto di multicanalità: il 68% delle venite offline è influenzato da un'esperienza online, mentre le vendite via e-commerce pesano per il 6%».

In Italia sono quasi 21 milioni gli acquirenti (abituali e sporadici) digitali. «Considerando che ci sono 31 milioni di persone su internet, questo significa che ci sono ancora 10 milioni di individui che non comprano online. Il mercato in tre anni in Italia è cresciuto del 37%, mentre gli acquirenti sono aumentati del 26%: questo significa che quelli che comprano sul digitale lo hanno fatto di più e per un valore più elevato».

Se il pc resta lo strumento preferito, i dispositivi mobili guadagnano terreno: a dicembre 2016, il 26,1% degli acquisti è stato effettuato da tablet (+14% rispetto al 2015) o smartphone (+80%). Ma l'obiettivo «non deve essere migrare interamente il traffico verso smartphone e tablet. Occorre piuttosto puntare alla omnicanalità: la possibilità di acquistare ovunque offre una migliore esperienza all'utente, ma ha anche dei chiari ritorni economici per il commerciante», continua Liscia. «Gli acquirenti multipiattaforma, pur costituendo circa il 25% del totale, generano il 40% del valore complessivo: comprano di più di quelli che usano solo uno strumento».

La fascia di utenti che usa sia pc, sia tablet, sia smartphone per fare shopping, secondo i dati di Netcomm e le elaborazioni di Human Highway, è composta da circa un milione di individui (5,6% degli acquirenti online), principalmente uomini (64%), di età compresa tra i 25 e i 44 anni (70%), in possesso di una laurea (60%) e residenti in grandi centri urbani (43%). Per questa categoria gli strumenti online non sostituiscono gli acquisti offline, ma anzi li supportano: il 33,7% di loro dichiara infatti di utilizzare lo smartphone nei negozi.

Uno degli aspetti su cui lavorare rimane quello della logistica e delle consegne: la consegna dei prodotti avviene nel 92% dei casi a domicilio (casa o ufficio), quindi ci si aspetta uno sviluppo, a livello di logistica, di sistemi, come i locker, per il ritiro anche in altri luoghi.


Iscriviti Ora!