La carta Visa? Nello smartphone

Parla Davide Steffanini general manager Italy di Visa: italiani pronti al cambiamento

di Francesca Sottilaro

22/03/2017 16:59
La carta Visa? Nello smartphone

«La carta del futuro prossimo è uno smartphone e ci aspettiamo grandi cose dall'Italia dove la penetrazione per abitante e l'uso dei telefoni intelligenti è la più alta d'Europa», dice Davide Steffanini, general manager Italy di Visa. «Stimiamo che la quota dei pagamenti virtuali, oggi il 17% contro il resto in contante, grazie alle tecnologie sia destinata ad aumentare enormemente, con una forte spinta al mercato e alla trasparenza».
Il colosso dei pagamenti è impegnato in una fase «di co-creazione di soluzioni innovative per le transazioni» con partner finanziari, si legga banche, ma anche produttori, impegnati a introdurre soluzioni nella casa intelligente dove il frigo ordina la spesa in autonomia (una volta settato) e l'auto paga la benzina tramite un software di bordo. «In questo momento in termini di innovazione tecnologica la carta si è incorporata in molti oggetti, abiti, anelli, abitazione», spiega, «mentre lo smartphone come oggetto sempre con noi, dotato di un'intelligenza di bordo, ha un grande potenziale anche grazie ai pagamenti biometrici (con impronta), che lo trasformano in un unico punto di accesso a una molteplicità di servizi: una volta autenticati con i nostri dati tutte le operazioni saranno in automatico».
Il laboratorio di progettazione delle nuove soluzioni più grande al mondo ha appena aperto i battenti nel Visa Innovation center London, a Paddington, sede del gruppo (ne esistono sette, da San Francisco a Tel Aviv) nella capitale britannica.


La realtà immersiva di una casa è a disposizione del pubblico: ci sono esempi di internet delle cose, come pagamenti avanzati tramite frigoriferi touch, un'auto (Bentley) connessa per pagare anche l'assicurazione in autonomia e tanti altri servizi collegati alle rilevazioni biometriche. Gli appassionati di Formula E, tramite visori di realtà aumentata, possono addirittura scegliere il posto a sedere per la prossima gara (il 1° aprile a Città del Messico o il 13 maggio a Montecarlo) e pagare il biglietto usando l'autenticazione vocale.
«La cosa straordinaria di questo luogo è che non è solo una vetrina di innovazione dove le banche o il pubblico possono arrivare, ma un laboratorio per identificare aree di sviluppo comuni, app a sostegno dei clienti per incentivare pagamenti elettronici in sicurezza», racconta. «L'obiettivo è massimizzare le innovazioni nel nostro smartphone. Poi viene il trend della casa. L'ambiziosa frontiera è configurare con le nostre credenziali per il pagamento tutti gli oggetti che ci circondano nella vita reale, persino il contatore per il gas e la luce».

Visa ha lavorato anche con Apple alla smaterializzazione delle carte: «Parliamo di milioni di card e milioni di telefoni per acquisti immediati», aggiunge il general manager. «La nostra ambizione è sempre e solo una: rendere il mondo capace di pagare, ma soprattutto di essere pagato, attraverso una moneta diversa da quella contante. Ci sono paesi più avanzati, come gli Stati Uniti, l'Inghilterra e la Francia e altri meno. In Italia, grazie alla diffusione degli smartphone, il panorama è destinato a cambiare. Ci sarà maggiore affidabilità e puntualità, anche nella pubblica amministrazione».
Intanto la biometria cresce in popolarità tra i consumatori: secondo una recente ricerca Visa oltre il 68% desidera usare soluzioni per l'autenticazione nei pagamenti per lo shopping sia online sia in giro per negozi. Quota che sale al 74% in Italia, la più alta registrata. Per gli esercenti online, si tratta di un'opportunità enorme considerando che il 31% di chi acquista in e-commerce abbandona a causa dei processi di sicurezza nei pagamenti. Steffanini ha un solo consiglio per i brand: «Occorre fare estrema attenzione ai consumatori», conclude. «Nel concepire qualsiasi tecnologia occorre massimizzare il potenziale della marca. E restare fedele ai propri valori».


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